Preparazione dei Files per l'ambiente GIS


SELF3D è dotato di un potente visualizzatore interno per mostrare gli Output generati. Con questo visualizzatore è possibile osservare direttamente in ambiente SELF3D le isolinee e gli isovolumi (oltre a "map color" 2D e 3D).
Inoltre, SELF3D ha una forte integrazione con l'ambiente CAD. Questo da sia la possibilità di caricarsi delle geometrie di conduttori disegnate in ambiente CAD, sia, al contempo, di visualizzare in ambiente CAD le isolinee e gli isovolumi generati. La forte integrazione con l'ambiente CAD si traduce altresì nella possibilità di generare immediatamente file dxf degli isovolumi e delle isolinee simulate da SELF3D. Conseguentemente, è possibile visualizzare direttamente in ambiente GIS gli output di SELF3D.

Oltre a quanto appena detto, è possibile, sfruttando le utility di cui ogni ambiente GIS dispone, la generazione degli isovolumi e delle isolinee dall'interno dello stesso GIS, partendo da un file di testo contenente la matrice 2D o 3D dei valori simulati.
Scegliendo di utilizzare un software GIS per la visualizzazione dei dati, si è provveduto ad inserire una semplice utility che genera in uscita dei files di testo pronti per essere elaborati nell'ambiente GIS. Essa è raffigurata nella figura seguente:


Figura 24: Preparazione dei files per l'ambiente GIS



Sulla parte sinistra della finestra vediamo un riquadro con la possibilità di scegliere la simulazione da importare in ambiente GIS. Nella parte centrale, vediamo un riquadro che ci permette di impostare il tipo di separatore dei campi (infatti, non tutti gli ambienti GIS hanno delle utilities che permettono di scegliere il separatore dei dati nel file di testo di ingresso e, inoltre, alcuni GIS accettano solo un tipo di separatore). Effettuate queste scelte, si modifica il file e si può altresì visualizzarlo per osservarne la formattazione.

Una volta generato il file di testo, esso si importa nell'ambiente GIS, i quali accettano, nella totalità dei casi da me esaminati, dei file di testo.

Per mostrare l'inserimento di un progetto SELF3D in ambiente GIS partiamo dalla scelta del tipo di configurazione da simulare. Essa è rappresentata nella figura seguente:


Figura 25: Disposizione dei conduttori per il progetto da visualizzare in GIS



Come vediamo, sono presenti due elettrodotti aerei che si incrociano per due volte lungo il loro cammino. Effettuando la simulazione sul piano orizzontale si ottiene il risultato di figura 25, dove è anche raffigurata una isolinea a 10 micro Tesla.


Figura 26: Simulazione del progetto SELF3D da visualizzare in ambiente GIS



In questo caso, per comodità di visualizzazione, l'immagine non è mostrata in scala. Nella figura 26 è mostrata la simulazione di SELF3D inserita in ambiente GIS (ed ovviamente in scala) con una isolinea a 3 micro Tesla. Come software GIS è stato utilizzato SAGA (System for Automated Geoscientific Analyses) sviluppato dallo "Abteilung für Physische Geographie, Geographisches Institut" in Gottingen, un software libero disponibile su licenza GPL -- GNU General Public License (tanto per citare un esempio, dato che sul WEB sono presenti diversi codici GIS open source dotati, a mio avviso, di semplicità di utilizzo e funzionalità molto superiori a quelle necessarie per chi opera su questi temi).


Figura 27: Inserimento del progetto SELF3D in ambiente GIS



Come passo finale si sovrappone il grafico ad una mappa del territorio (in questo caso extraurbano) ottenendo la figura 27 dove solo la zona con una induzione magnetica maggiore di 3 micro Tesla è colorata.


Figura 28: Sovrapposizione del progetto SELF3D e di una mappa in ambiente GIS